Sono Livia D’Agata, romana, e faccio comunicazione da più di vent’anni. Quasi sempre per chi parla a nome di altri; un sindacato ai suoi iscritti, una federazione ai suoi sponsor, l’Italia a un paese che non la conosce.

Ho cominciato con l’ufficio stampa e gli eventi del vino, sono passata per l’editoria enogastronomica e per dodici anni ho diretto la comunicazione di Casa Azzurri, la casa della Nazionale a Mondiali ed Europei. Sponsor, istituzioni, media, hospitality, dall’idea al conto finale, spesso con il fuso orario sbagliato e le scarpe sbagliate. Dal 2018 lavoro con il Sindacato Medici Italiani, di cui dirigo la comunicazione; campagne nazionali, social, newsletter e il coordinamento delle voci regionali, che non è la parte facile. In mezzo, format per Assobirra, Dolce Primavera a Washington, FIFA 2014 in Brasile, PUMA con la FIGC. L’ultima, in ordine di tempo, è Montréal, settembre 2026: Spazio Azzurri della Federazione Ciclistica ai Mondiali su strada, segreteria organizzativa e social dell’evento.
Ho scritto discorsi, lettere e interviste per presidenti e segretari che poi li hanno firmati come propri, ed è giusto così. È la cosa che mi viene più naturale. Tu mi parli, io capisco cosa vuoi dire e lo scrivo come lo diresti tu, se avessi il tempo e la pazienza.
Come lavoro
Ascolto, capisco, costruisco. Nell’ordine, sempre.
Ascolto. Il contesto, le persone, cosa c’è in gioco davvero, prima di scrivere una riga.
Capisco. Qual è il messaggio che regge, a chi va detto, con quale voce. Prima il posizionamento, poi i contenuti.
Costruisco. Piano, testi, eventi, canali. E poi li seguo sul campo, perché adoro quando funziona quello che deve funzionare.
Formazione
Master in Comunicazione, Istituto Fattorello, Roma. Tecnica Pubblicitaria, LUMSA, 110 e lode. Economia e Commercio, La Sapienza.
Dicono
“SMI è diventato una magnifica carrozza”. Un dirigente nazionale SMI, ottobre 2026
